Dove devono essere tenute le scritture contabili

Le scritture contabili sono dei documenti di grande importanza per il rilevamento di tutto ciò che ha a che fare con l’aspetto economico di un’attività. Esse sono scritture essenzialmente analitiche che possono differenziarsi secondo la natura e le dimensioni dell’azienda.

Servono per ricordare le singole operazioni aziendali e riguardano un oggetto semplice quale, ad esempio, le immobilizzazioni materiali, il personale, la contabilità di magazzino, i debiti, ecc.

Dove devono essere tenute le scritture contabili?

Le scritture contabili devono essere obbligatoriamente tenute dai seguenti tipi di società:

  • le società soggette all’imposta sul reddito delle persone giuridiche;
  • gli enti pubblici e privati diversi dalle società, soggetti all’imposta sul reddito delle persone giuridiche, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;
  • le società in nome collettivo, le società in accomandita semplice e le società di fatto che hanno per oggetto l’esercizio di attività commerciali;
  • le persone fisiche che esercitano imprese commerciali;
  • gli enti pubblici e privati diversi dalle società, soggetti all’imposta sul reddito delle persone giuridiche, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali.

Invece, il piccolo imprenditore non deve tenere obbligatoriamente le scritture contabili.

Tali scritture devono essere tenute perché richiesto:

  • dal codice civile;
  • dalle leggi fiscali riguardanti le imposte sul reddito;
  • dalle leggi fiscali riguardanti l’imposta sul valore aggiunto (Iva).

Tra le scritture contabili rientrano: per gli imprenditori commerciali, il libro giornale, il libro degli inventari, le altre scritture che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dell’impresa come i conti del mastro; per le società di capitali, il libro dei soci, il libro delle obbligazioni, il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee, il libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione o del consiglio di gestione, il libro delle adunanze e delle deliberazioni del collegio sindacale, il libro delle adunanze e delle deliberazioni del comitato esecutivo, il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee degli obbligazionisti, il libro degli strumenti finanziari.

Quindi a seconda della natura dell’azienda cambia il tipo di scrittura contabile utilizzata.

Tutte le scritture contabili, ad eccezione delle scritture ausiliarie, devono essere tenute secondo le norme dettate dal codice civile per i libri obbligatori. Le registrazioni nelle scritture cronologiche e nelle scritture ausiliarie di magazzino vanno effettuate non oltre sessanta giorni. Per detti registri è previsto l’obbligo della numerazione progressiva delle pagine che li compongono quale unico adempimento da porre in essere, in esenzione dell’imposta di bollo. È ammesso l’impiego di schedari a fogli mobili o tabulati di macchine elettrocontabili secondo modalità previamente approvate dall’amministrazione finanziaria su richiesta del contribuente.

Affinché i documenti informatici, rappresentanti le scritture contabili, possano avere una rilevanza ai fini tributari devono presentare le seguenti caratteristiche:

    • devono essere statici, non modificabili;
    • devono essere garantite l’attestazione della data, l’autenticità e l’integrità, con apposizione del riferimento temporale e della sottoscrizione elettronica;
    • devono poter essere esibiti;
    • devono essere memorizzati su qualsiasi supporto di cui sia garantita la leggibilità nel tempo.

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